My mate got divorced last year and went full midlife crisis, formed a band and self funded an album. It's bloody awful, he can't sing and plays guitar like he's trying to saw it in half. But I tell him it's great and I go to all his gigs, cos he's my pal and I love him.
The UK is generating so much green energy from wind that it is *PAYING* people to use electricity all day long.
This is what the transition looks like. An abundance of electricity.
Edit: This is with Octopus. Join with my link and we both get £50
https://share.octopus.energy/metal-dove-988
It feels a bit salty to complain about turnstiles in the age of flock camera's, but they all suck.
@Gina This type is particularly bad if you are of limited mobility, slow, and/or are carrying anything, even the special wide ones.
You've heard of hostile architecture, but what about hostile technology?
Example:
@Gina looks like a cow milking shed
STARTING XI
#LFC
cat --- 3
allotment committee --- 0
#catsofmastodon #cats #Humor #caturday
Every software developer should watch @Felienne‘s outstanding talk at DDD Europe. https://m.youtube.com/watch?v=0-6-f94n_9M it is ofc insightful funny and with cool graphics!
I first heard of her https://www.hedy.org/ programming language several years ago via SE Radio podcast, where she hosted many episodes.
The Register of British Slave Traders. A huge research achievement. https://britishslavetraders.org
I think I need to read the narrative book-form version to navigate it, though. https://www.penguin.co.uk/books/460026/britains-slave-traders-by-pettigrew-william-a/9781847927903
There is lots more interesting information on their about page, and also the required, I think, disclaimer about the word 'trader' and its potential sanitisation of the brutality. https://britishslavetraders.org/about-us/
@kimlockhartga @jetlagjen
Well, I suppose if they were sensible, they wouldn't be living somewhere so geologically active, eh?
@Edent @jetlagjen I should add, since I don't know how much a solar power rooftop system costs in your London area, but here in the Atlanta, Georgia, USA, it's priced around $32k which I believe is around £24k. A full home power generator, another backup power method, is about $16k. We need those prices closer together as incentive for homeowners to switch to solar. Currently, the low utility buyback rates for extra power generated, mean that it takes 18 to 26 years for the solar power system to pay for itself. If we could get that down to ten years, that would help, too. If everybody started going solar, it could also create competition. I would love to see that. Imagine discounts for a whole neighborhood to go solar. That is my dream.
#WritersCoffeeClub Sep. 20: Share an analogy that really stuck with you.
The Singularity is the Rapture of the Nerds. (I got that from Ken Macleod, who claims he heard it from somewhere else: whatever the origin, it explains in one sentence why you shouldn't trust AI evangelists like Sam Altman.)
@cstross And by the same token, the Revolution used to be the Rapture for socialists. These days, "Revolution" sounds dated, so everyone talks about the collapse of Capitalism instead, but it's the same thing.
The issue of #Meta's #PervertGlasses is not just about perverts obviously, and not even about "filming in public".
It's about what happens to those pictures and videos.
I never used to care about being caught in a private photo, because it used to be extremely unlikely to go anywhere but a family album book, and probably never seen again.
Now I know the picture and lots of metadata (including date time and place) will probably be uploaded to a corporate and government #panopticon.
*That* is the problem today and has been for years. Pervert glasses are just amplifying this, and make it impossible for anyone to turn their face away from mass #surveillance. Wearing balaclavas would be one way, but that is beginning to be outlawed in UK anyway, and not reasonable to have to do to protect one's #privacy.
Organic salt? 🧂
@catsalad sodium citrate (from free-range oranges)?
Excited to launch Issue 5 (Science Fiction) of our free collaborative zine, with an amazing @jeffzugale cover. And an incredible project and Anthology cover (once we finish issues 6 to 😄 by @NiwlCraft . Pleased Dante and Kobiac have joined our contributor list which includes @MicroSFF and a bunch others.
Also released the free Anthology of Issues 1-4 today as well.
Love collaborating with others on worlds, and excited to do more going forward.
RE: https://chaos.social/@joergi/117303117730470315
How to summon a decentralised, independent demon that will, at the slightest provocation, explain at length why you should use Linux.
@Fischblog I was wondering where the hexagon!..
La parola “Naza” è un acronimo militare: in ebraico significa nezek agavi, ossia “danno collaterale”. È un termine che l’esercito israeliano usa per indicare i palestinesi che ritiene accettabile uccidere pur di eliminare un miliziano di Hamas: più il miliziano è importante, più alto sarà il “danno collaterale” ammesso, ossia il numero di civili che l’esercito stima possano essere uccisi. Il numero rimane interno all’esercito e non corrisponde necessariamente al numero effettivo di persone uccise, che possono essere di più o di meno.
Il documentario è basato su interviste a 24 funzionari militari e membri dell’intelligence israeliana, rimasti anonimi, e sul materiale raccolto in varie inchieste scritte da Abraham e pubblicate sulla rivista israelo-palestinese Mostra come l’esercito israeliano selezioni gli obiettivi da colpire nella Striscia di Gaza e stimi in anticipo quanti civili potrebbero essere uccisi negli attacchi.
L’esercito israeliano ha negato l’esistenza di questa stima, di cui però hanno parlato decine di fonti militari e di intelligence rimaste anonime e intervistate dai due registi.
Non è una cosa che fa solo Israele: ogni governo soppesa in modo più o meno cinico vantaggi e conseguenze di un’operazione militare o di intelligence, specialmente durante una guerra. Secondo le testimonianze delle fonti però negli ultimi tre anni l’esercito israeliano lo ha fatto con un’estensione e una sistematicità che hanno pochi precedenti. Nei ragionamenti militari il concetto di “naza” ha sostituito quello di vittime civili, hanno detto le fonti, e questo ha contribuito enormemente alla loro disumanizzazione.
Dall’inizio della guerra nella Striscia, a ottobre del 2023, l’esercito israeliano ha ucciso più di 73mila persone palestinesi, per la maggior parte civili. I bombardamenti avvengono ancora oggi, nonostante il cessate il fuoco in vigore da ottobre del 2025.
Le fonti di Abraham e Szor hanno riferito che il numero di persone palestinesi uccise è stato così alto anche perché la tolleranza dell’esercito israeliano al numero di vittime collaterali si è alzata molto dopo l’attacco di Hamas in Israele del 7 ottobre del 2023, in cui i miliziani del gruppo uccisero circa 1.200 persone israeliane. Da quel momento, per Israele è diventato sempre più accettabile uccidere decine di palestinesi per eliminare un singolo membro di Hamas.
Fonti militari hanno riferito che se prima l’esercito tentava di limitare le vittime civili, per esempio avvertendo la popolazione prima di un attacco, dall’inizio della guerra sono iniziate a circolare internamente delle cifre precise: 15, 20, 100 persone civili per ogni membro di Hamas ucciso. Nel documentario una fonte militare parla di un episodio in cui è stato autorizzato un bombardamento per cui l’esercito aveva messo in conto 500 “naza”, ossia riteneva accettabile uccidere 500 civili.
I militari e funzionari intervistati hanno detto che a guidare gli ordini dall’alto sembrava più una dinamica di «vendetta» che l’obiettivo di ripristinare la sicurezza per Israele. Come detto, l’esercito nega che esista un concetto di “naza” e non è possibile sapere per ciascun attacco quanti civili l’esercito abbia messo in conto di uccidere e quanti ne abbia effettivamente uccisi.
A questo si è aggiunta l’automatizzazione del processo.
Fin dall’inizio della guerra le liste delle persone da uccidere sono state compilate da Lavender, un sistema di intelligenza artificiale usato per identificare potenziali collaboratori, membri operativi, funzionari di basso, medio e alto rango di Hamas. Solo nelle prime settimane Lavender ne ha identificati 37mila (nella Striscia abitano circa due milioni di persone).
Lavender si basa sulle moltissime informazioni che l’intelligence israeliana raccoglie monitorando ogni aspetto della vita nella Striscia, e assegna un punteggio da 1 a 100 a ciascun abitante per indicare quanto è probabile che faccia parte di Hamas.
In un libro pubblicato da un ex comandante dell’esercito sotto pseudonimo si legge che tra i criteri che potevano far alzare il punteggio ci sono caratteristiche estremamente vaghe: far parte di un gruppo WhatsApp che include un miliziano noto, cambiare telefono ogni pochi mesi e cambiare spesso indirizzo: una cosa comune in un territorio di 40 chilometri quadrati che è continuamente sotto assedio o sotto attacco. Era considerato un fattore anche lavorare per il ministero della Sicurezza della Striscia, gestito da Hamas (che governa la Striscia da vent’anni).
L’uso di Lavender ha fatto aumentare considerevolmente il numero di persone ritenute obiettivi da colpire, tra cui sono finiti molti civili. Secondo le fonti l’unico passaggio umano tra l’individuazione di un obiettivo e un bombardamento era un controllo di «20 secondi», che serviva principalmente a escludere eventuali donne (che normalmente non militano nel gruppo). L’esercito ha fatto pieno affidamento su Lavender, nonostante sapesse che ha un tasso di errore del 10 per cento.
I militari e funzionari intervistati hanno raccontato anche che a un certo punto è stata sdoganata la possibilità di colpire gli obiettivi quando si trovano nelle loro case, perché è più facile colpire un edificio residenziale rispetto a una struttura militare (specialmente se questa, come spesso nel caso di Hamas, si trova sottoterra). In questo modo moltissime persone – miliziani, o presunti tali – sono stati uccisi insieme a membri della loro famiglia. In alcuni casi il bombardamento è stato autorizzato ancora prima di assicurarsi che la persona considerata un obiettivo fosse effettivamente in casa.
Una fonte militare ha riconosciuto che questa strategia non è lungimirante. «Nel breve termine siamo più al sicuro, perché abbiamo inflitto un colpo duro ad Hamas. Ma credo che a lungo andare saremo meno sicuri. Prevedo che tutte le famiglie in lutto a Gaza – praticamente tutte – aumenteranno la motivazione ad aderire ad Hamas tra 10 anni. E per Hamas sarà molto più facile reclutarle», ha detto a detto a +972.
Come prevedibile, il governo israeliano non ha accolto bene il documentario. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto: «Stiamo combattendo l’incitamento all’antisemitismo in tutto il mondo, ma quando proviene dall’interno è intollerabile». Domenica il ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir aveva descritto i due autori di NAZA come «una disgrazia e una vergogna per l’intero popolo israeliano», e lunedì il ministro della Cultura Miki Zohar l’avvio di una procedura per valutare una revoca della loro cittadinanza e avviare un’indagine sulle loro fonti. «Chi agisce contro Israele durante una guerra deve sapere che ciò avrà un prezzo» ha detto.
Szor ha raccontato al quotidiano britannico Guardian (che ha prodotto il documentario) di essersi dovuta confrontare con la rabbia e il disprezzo di alcuni familiari e persone a lei vicine. Abraham ha detto che gruppi di estrema destra hanno attaccato la casa di sua madre. Erano entrambi già noti per aver collaborato alla realizzazione del film palestinese sulle violenze dei coloni in Cisgiordania, No Other Land, che vinse l’Oscar nel 2025.
Le fonti intervistate sono state protette in modo scrupoloso: in NAZA sono mostrate solo sagome in controluce, che non sono quelle degli intervistati, e i disegni che fanno su carta per mostrare ciò che spiegano sono offuscati per nascondere la calligrafia.
#naza #dannicollaterali #Lavander
#RachelSzor
#YuvalAbraham
PS. Ed intanto: Il ministro della Cultura israeliano ha chiesto di revocare la cittadinanza ai registi di NAZA
Thin Ground - Hawke's Bay, New Zealand.
...but also, low on spoons today, so I'll have a little Diablo IV break.
My plan with regards to direct dependencies of fuck is to not directly use anything by dtolnay, nor anything sloppy.
This will be difficult, and I might not succeed in maintaining this goal, but I will damn try.
No serde, no anyhow, no thiserror. Dependencies might pull them in, which is unfortunate, but I can't avoid that, unless I rewrite half of the crates. But if I don't use it directly, that's still a step in the right direction.