Mentre andiamo #ASpassoNellaStoria ci imbattiamo nel mestiere perduto del pizzicagnolo e venditore di sale, che ci dà la possibilità di parlare un po' di #etimologia .
Quello del pizzicagnolo, mestiere del venditore di salumi e formaggi, è un nome che deriva da "pizzico" in quanto questi cibi erano spesso molto saporiti, arricchiti da spezie o erbe aromatiche, e facevano "pizzicare" la bocca.
Mentre andiamo #ASpassoNellaStoria ci imbattiamo nel mestiere perduto del pizzicagnolo e venditore di sale, che ci dà la possibilità di parlare un po' di #etimologia .
Quello del pizzicagnolo, mestiere del venditore di salumi e formaggi, è un nome che deriva da "pizzico" in quanto questi cibi erano spesso molto saporiti, arricchiti da spezie o erbe aromatiche, e facevano "pizzicare" la bocca.
Perché spender denari in costose e inutili medicine quando si può far ricorso alla deliziosa Farina di Salute Du Barry REVALENTA?
Disponibile sia nella varietà arabica sia al cioccolatte, e persino in forma di Biscotti di Revalenta, "per i viaggiatori o persone che non hanno il comodo di cuocerla".
(Corriere del Lario, 6 aprile 1876)
Perché spender denari in costose e inutili medicine quando si può far ricorso alla deliziosa Farina di Salute Du Barry REVALENTA?
Disponibile sia nella varietà arabica sia al cioccolatte, e persino in forma di Biscotti di Revalenta, "per i viaggiatori o persone che non hanno il comodo di cuocerla".
(Corriere del Lario, 6 aprile 1876)
Ad ogni modo, per me i vincitori di oggi sono:
- Lozzano e Sidonia (pari merito, presumibilmente fratelli, certamente coeredi, 1626) 🥉
- Emblevado (1767-1798) 🥈
- Berblosio (Laglio, 1507) 🥇
Oggi siamo nel 1881 e, nell'elenco degli azionisti della Società di Panificio, oltre a notare che a Como furoreggiavano i Giovanni Battista, per i nostri nomi di pargoli vi segnalo:
- Baldassarre
- Eliseo
- Ermenegildo
- Eutichio
- Flaminio
- Innocente
- Romualdo
- Zaccaria
Per quanto ormai insoliti e desueti, si nota comunque una decisa vicinanza a noi rispetto ai nomi di Medioevo e Rinascimento o persino dell'inizio dell'Età moderna.
<b>Vuoi radicare una metafora? Elimina le virgolette</b>
Nella storia dell'IA, il <u>passaggio dal linguaggio metaforico a quello letterale</u> è stato una mossa deliberata che l'ha consacrata come una scienza.
Le origini dell'IA rivelano come la traiettoria linguistica delle prime ricerche rifletta il tentativo del campo di ottenere legittimità sfruttando la naturalizzazione della metafora della "<i>mente come computer</i>".
All'inizio degli anni '50, pionieri come Minsky e McCarthy erano molto cauti, usavano mettere tra virgolette termini come 'memoria', 'apprendimento' e 'intelligenza'. Le virgolette segnalavano che il computer si comportava come se possedesse questi tratti umani. La macchina era vista come una metafora della mente.
Man mano che il settore ha ricevto sostegno istituzionale e finanziamenti sostanziali, le virgolette sono scomparse: un cambiamento notevole nel modo in cui questi termini iniziavano ad essere intesi e utilizzati.
Trattando questi termini alla lettera, la metafora della 'mente come computer' è stata naturalizzata e la <b>differenza ontologica</b> tra computazione e cognizione si è sfumata fino a scomparire del tutto.
Eliminando le citazioni, si è passati dal vedere i computer come se fossero intelligenti a sostenere la presenza di una effettiva intelligenza nella macchina. Da quel momento l'IA è stata considerata una scienza capace di svelare le leggi universali del pensiero. La mente umana è così diventata una macchina universale, programmabile e conoscibile.
La <b>letteralizzazione</b> ha fornito il 'pedigree scientifico' utile a un'agenda politica ed economica che continua a formattare il fenomeno ancora oggi. Presentando l'IA come una scoperta dei meccanismi naturali della mente, i dati che consuma possono essere visti come una risorsa naturale piuttosto che come un prodotto della cultura umana.
Questa strategia retorica, che Penn nell'articolo definisce <b>animo nullius</b> (mente di nessuno), rispecchia la dottrina legale storica della <b>terra nullius</b> (terra di nessuno), che giustificava la confisca dei territori indigeni considerati come privi di proprietario. In modo simile, questa strategia ha permesso di considerare la conoscenza umana come una frontiera digitale vuota, destinata allo sfruttamento.
La letteralizzazione della 'mente-come-computer' ha un duplice scopo: stabilisce una regola di utilizzo e legittima l'appropriazione privata della conoscenza pubblica come passo naturale nel progresso scientifico.
Il linguaggio, i concetti e i loro usi non sono mai neutrali. Riflettono e rimandano ai vari campi della loro costituzione, della validità in cui si sono sviluppati e maturati (Michel Foucault). Le narrative che usiamo per descrivere i fenomeni non sono innocue, arrivano nel sociale come pratiche performative.
<b>Vuoi radicare una metafora? Elimina le virgolette</b>
Nella storia dell'IA, il <u>passaggio dal linguaggio metaforico a quello letterale</u> è stato una mossa deliberata che l'ha consacrata come una scienza.
Le origini dell'IA rivelano come la traiettoria linguistica delle prime ricerche rifletta il tentativo del campo di ottenere legittimità sfruttando la naturalizzazione della metafora della "<i>mente come computer</i>".
All'inizio degli anni '50, pionieri come Minsky e McCarthy erano molto cauti, usavano mettere tra virgolette termini come 'memoria', 'apprendimento' e 'intelligenza'. Le virgolette segnalavano che il computer si comportava come se possedesse questi tratti umani. La macchina era vista come una metafora della mente.
Man mano che il settore ha ricevto sostegno istituzionale e finanziamenti sostanziali, le virgolette sono scomparse: un cambiamento notevole nel modo in cui questi termini iniziavano ad essere intesi e utilizzati.
Trattando questi termini alla lettera, la metafora della 'mente come computer' è stata naturalizzata e la <b>differenza ontologica</b> tra computazione e cognizione si è sfumata fino a scomparire del tutto.
Eliminando le citazioni, si è passati dal vedere i computer come se fossero intelligenti a sostenere la presenza di una effettiva intelligenza nella macchina. Da quel momento l'IA è stata considerata una scienza capace di svelare le leggi universali del pensiero. La mente umana è così diventata una macchina universale, programmabile e conoscibile.
La <b>letteralizzazione</b> ha fornito il 'pedigree scientifico' utile a un'agenda politica ed economica che continua a formattare il fenomeno ancora oggi. Presentando l'IA come una scoperta dei meccanismi naturali della mente, i dati che consuma possono essere visti come una risorsa naturale piuttosto che come un prodotto della cultura umana.
Questa strategia retorica, che Penn nell'articolo definisce <b>animo nullius</b> (mente di nessuno), rispecchia la dottrina legale storica della <b>terra nullius</b> (terra di nessuno), che giustificava la confisca dei territori indigeni considerati come privi di proprietario. In modo simile, questa strategia ha permesso di considerare la conoscenza umana come una frontiera digitale vuota, destinata allo sfruttamento.
La letteralizzazione della 'mente-come-computer' ha un duplice scopo: stabilisce una regola di utilizzo e legittima l'appropriazione privata della conoscenza pubblica come passo naturale nel progresso scientifico.
Il linguaggio, i concetti e i loro usi non sono mai neutrali. Riflettono e rimandano ai vari campi della loro costituzione, della validità in cui si sono sviluppati e maturati (Michel Foucault). Le narrative che usiamo per descrivere i fenomeni non sono innocue, arrivano nel sociale come pratiche performative.
Ah, se in questi giorni vi dovesse capitare di passare da Saronno, non perdetevi la tradizionale Festa di Sant'Antonio
https://www.santantoniodisaronno.it/programma
Ah, se in questi giorni vi dovesse capitare di passare da Saronno, non perdetevi la tradizionale Festa di Sant'Antonio
https://www.santantoniodisaronno.it/programma
#silentsunday
Palermo, l'oca solitaria in Piazza Magione
📸 di Lia Pasqualino
#palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #fediphoto #fediverso
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Palermo, l'oca solitaria in Piazza Magione
📸 di Lia Pasqualino
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La palermitana Giulia Florio, l’ultima Leonessa di Sicilia, che nel 1943 sfidò l’oscurità, salvando tanti ebrei dall'olocausto.
In un’epoca di ombre lunghe e silenzi complici, una donna siciliana osò alzare la voce e aprire le porte del suo palazzo contro l’orrore nazista.
Giulia Florio, erede dei gloriosi "Leoni di Sicilia", trasformò il dolore personale in eroismo universale, salvando decine di vite ebree nel cuore del Ghetto romano.
Tra declino aristocratico e leggi razziali, la sua storia intreccia il fasto Liberty di Palermo con il coraggio quotidiano della Resistenza.
https://www.panormus.blog/pubblicazioni.php?post=6958f10eeadd0
#palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #olocausto #resistenza #resilienza #floriofediphoto #fediverso
La palermitana Giulia Florio, l’ultima Leonessa di Sicilia, che nel 1943 sfidò l’oscurità, salvando tanti ebrei dall'olocausto.
In un’epoca di ombre lunghe e silenzi complici, una donna siciliana osò alzare la voce e aprire le porte del suo palazzo contro l’orrore nazista.
Giulia Florio, erede dei gloriosi "Leoni di Sicilia", trasformò il dolore personale in eroismo universale, salvando decine di vite ebree nel cuore del Ghetto romano.
Tra declino aristocratico e leggi razziali, la sua storia intreccia il fasto Liberty di Palermo con il coraggio quotidiano della Resistenza.
https://www.panormus.blog/pubblicazioni.php?post=6958f10eeadd0
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26 dicembre 1965
"Io non sono di proprietà di nessuno"
Franca Viola rappresenta un simbolo di coraggio e cambiamento nella storia italiana recente, il suo rifiuto del matrimonio riparatore nel 1965 ha contribuito a smantellare una norma arcaica che perpetuava la violenza sulle donne.
Negli anni Sessanta, in Sicilia, il matrimonio riparatore era previsto dall'articolo 544 del Codice Rocco: chi rapiva una donna a scopo di matrimonio poteva evitare la condanna sposandola, estinguendo il reato. Questa pratica rifletteva una cultura patriarcale che vedeva la donna come "proprietà" familiare, specialmente in contesti rurali e mafiosi come Alcamo, in provincia di Trapani.
Franca Viola, una ragazza di 17 anni, sfidò questa logica con il suo "no", aprendo la strada alla legge Fortuna-Baslini del 1968 che abolì tale istituto.
Ad Alcamo, negli anni '60, il clan Rimi dominava: Filippo Melodia, nipote del boss, incarnava quel mix di potere criminale e codici d'onore arcaici.
Il 26 dicembre 1965, Filippo Melodia, ex fidanzato di Franca, irruppe nella casa della ragazza ad Alcamo con 12 complici, devastarono l'abitazione, aggredendo la madre che tentava di difenderla e rapirono anche il fratellino di 8 anni, poi rilasciato.
Franca fu segregata per otto giorni in un casolare isolato e poi nella casa della sorella di Melodia: subì violenze fisiche, sessuali e fu lasciata a digiuno.
Il giorno di Capodanno, i parenti di Melodia contattarono il padre di Franca per la "paciata", un incontro per imporre le nozze riparatorie. I genitori, in accordo segreto con la polizia, finsero di accettare e all'alba del 2 gennaio 1966, le forze dell'ordine fecero irruzione, liberando la ragazza e arrestando il rapitore e i complici.
A giugno del 1966, il tribunale di Alcamo processa Melodia per ratto, violenza carnale e legami mafiosi: il PM chiede oltre 22 anni. Condannato a 11 anni, esce nel 1976 ma muore assassinato nel 1978 vicino Modena, forse per vendette mafiose.
Il "no" di Franca ispirò la legge 442/1968, abolendo il matrimonio riparatore e aprendo al divorzio (1970).
Simbolo femminista, la sua storia educa generazioni su consenso e autonomia, specie in Sicilia dove mafia e patriarcato si intrecciano ancora.
Oggi, a 76 anni, Franca vive serena con la sua famiglia, ma il suo coraggio resta indelebile.
#palermo #panormus #alcamo #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #coraggio #lamafiaeunamontagnadimerda
26 dicembre 1965
"Io non sono di proprietà di nessuno"
Franca Viola rappresenta un simbolo di coraggio e cambiamento nella storia italiana recente, il suo rifiuto del matrimonio riparatore nel 1965 ha contribuito a smantellare una norma arcaica che perpetuava la violenza sulle donne.
Negli anni Sessanta, in Sicilia, il matrimonio riparatore era previsto dall'articolo 544 del Codice Rocco: chi rapiva una donna a scopo di matrimonio poteva evitare la condanna sposandola, estinguendo il reato. Questa pratica rifletteva una cultura patriarcale che vedeva la donna come "proprietà" familiare, specialmente in contesti rurali e mafiosi come Alcamo, in provincia di Trapani.
Franca Viola, una ragazza di 17 anni, sfidò questa logica con il suo "no", aprendo la strada alla legge Fortuna-Baslini del 1968 che abolì tale istituto.
Ad Alcamo, negli anni '60, il clan Rimi dominava: Filippo Melodia, nipote del boss, incarnava quel mix di potere criminale e codici d'onore arcaici.
Il 26 dicembre 1965, Filippo Melodia, ex fidanzato di Franca, irruppe nella casa della ragazza ad Alcamo con 12 complici, devastarono l'abitazione, aggredendo la madre che tentava di difenderla e rapirono anche il fratellino di 8 anni, poi rilasciato.
Franca fu segregata per otto giorni in un casolare isolato e poi nella casa della sorella di Melodia: subì violenze fisiche, sessuali e fu lasciata a digiuno.
Il giorno di Capodanno, i parenti di Melodia contattarono il padre di Franca per la "paciata", un incontro per imporre le nozze riparatorie. I genitori, in accordo segreto con la polizia, finsero di accettare e all'alba del 2 gennaio 1966, le forze dell'ordine fecero irruzione, liberando la ragazza e arrestando il rapitore e i complici.
A giugno del 1966, il tribunale di Alcamo processa Melodia per ratto, violenza carnale e legami mafiosi: il PM chiede oltre 22 anni. Condannato a 11 anni, esce nel 1976 ma muore assassinato nel 1978 vicino Modena, forse per vendette mafiose.
Il "no" di Franca ispirò la legge 442/1968, abolendo il matrimonio riparatore e aprendo al divorzio (1970).
Simbolo femminista, la sua storia educa generazioni su consenso e autonomia, specie in Sicilia dove mafia e patriarcato si intrecciano ancora.
Oggi, a 76 anni, Franca vive serena con la sua famiglia, ma il suo coraggio resta indelebile.
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12 dicembre Una valigia piena di foto e documenti per ricordare la strage di piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969 Installazione creata dall'ANPI di Cinisello Balsamo
#12dicembre1969 #PiazzaFontana #ANPI #antifascismo #CiniselloBalsamo #storia #memoria #Milano
@scuola
@wikimediaitalia
@Puntopanto
@lindasartini
@RFancio
@johannesBuckler
12 dicembre Una valigia piena di foto e documenti per ricordare la strage di piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969 Installazione creata dall'ANPI di Cinisello Balsamo
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Palermo, il pozzo misterioso
Nel cuore di Palermo, sotto le strade e le piazze moderne, si cela un mondo sotterraneo intriso di storia e mistero.
Tra antichi canali, pozzi e gallerie dimenticate, spicca il leggendario Pozzo Sicano, una affascinante e misteriosa testimonianza del passato che racconta segreti di civiltà scomparse e leggende popolari.
https://www.panormus.blog/articoli.php?id=palermo-il-pozzo-misterioso
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Palermo, il pozzo misterioso
Nel cuore di Palermo, sotto le strade e le piazze moderne, si cela un mondo sotterraneo intriso di storia e mistero.
Tra antichi canali, pozzi e gallerie dimenticate, spicca il leggendario Pozzo Sicano, una affascinante e misteriosa testimonianza del passato che racconta segreti di civiltà scomparse e leggende popolari.
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... Mio figlio Carlo di anni 24 mi rimproverò, dicendomi che io avevo venduto il mio sangue per cento lire.
Il sangue in oggetto è quello della figlia, sorella di Carlo, quindicenne ripetutamente stuprata in un bosco dell'Erbese. Il padre accettò l'accomodamento proposto.
Di questo e di altre vicende giudiziarie si parlerà il 26 novembre
#ASpassoNellaStoria #Storia #violenzadigenere #noallaviolenza