«Non si può ignorare che tutto questo si inserisce in un disegno unitario: la modifica costituzionale sul premierato, che stravolge la forma di governo; la rottura dell’unità del Paese con l’autonomia differenziata, che minaccia i diritti fondamentali; e, in parallelo, l’espansione dello Stato penale, con un governo tra i più giustizialisti degli ultimi anni, capace di istituire decine di nuovi reati e di inasprire continuamente il quadro repressivo. È un progetto complessivo: restringere la democrazia, ridurre i diritti, rafforzare l’esecutivo, punire il dissenso».