PALESTINA: SI PARLA DI “FASE DUE” MENTRE IL GENOCIDIO CONTINUA TRA BOMBARDAMENTI E CRISI UMANITARIA https://www.radiondadurto.org/2026/01/27/palestina-si-parla-di-fase-due-mentre-il-genocidio-continua-tra-bombardamenti-e-crisi-umanitaria/ #INTERNAZIONALI #strisciadigaza #Cisgiordania #carabinieri #Palestina #Ramallah #WestBank #israele #gaza
Giunge a conclusione l'indagine in Liguria per reati ambientali e traffico internazionale di rifiuti
I #carabinieri del nucleo #Forestale di Borghetto Vara (La Spezia) dopo la segnalazione all'autorità giudiziaria di 27 persone per dieci diverse tipologie di reati ambientali legati al traffico illecito di rifiuti destinati anche alla Nigeria ((leggi qui https://poliversity.it/@Coop_internazionale_di_Polizia/115061133874493947)), hanno eseguito su richiesta della Procura la perquisizione dell'abitazione di uno degli indagati e di due aree nei Comuni di Sarzana e Castelnuovo Magra utilizzate per la demolizione illecita di veicoli, lo stoccaggio dei relativi componenti e il deposito di altri rifiuti.
Sono stati posti sotto sequestro circa 60 autovetture fuori uso, quattro autocarri e rifiuti depositati in modo incontrollato. L'esecuzione dei provvedimenti di perquisizione e sequestro aveva già permesso di acquisire elementi che avevano confermato la gestione illecita dei rifiuti con la corresponsabilità di alcuni cittadini residenti in Nigeria, nazione di destinazione dei rifiuti.
La Dda (Direzione Distrettuale Antimafia) di Genova ha assunto la direzione delle indagini relativamente all'ipotesi di reato principale di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e ha richiesto cinque misure cautelari nei confronti di altrettante persone, quattro cittadini stranieri e uno italiano. Il gip (Giudice delle Indagini Preliminari) ha accolto la richiesta ed emesso le misure cautelari.
I carabinieri hanno eseguito l'analisi dei dispositivi mobili posti sotto sequestro nel mese di febbraio scorso, che ha svelato un illecito sistema di fatturazione operato tra giugno 2020 sino ad almeno il marzo 2023 e per questo sono state denunciate 11 persone in concorso per dichiarazione fraudolenta mediante l'emissione di fatture per operazioni inesistenti inesistenti e e segnalate potenziali attività dità di riciclaggio.
Nei giorni scorsi è stato stato emesso e notificato dai carabinieri l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei quattordici indagati per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti di cui cinque già destinatari di misure cautelari. All'indagato cardine del procedimento sono attribuiti 27 capi di imputazione tra i quali attività organizzata per il traffico illecito, la gestione illecita di rifiuti, la combustione illecita di rifiuti e l'attività di demolizione non autorizzata.
Giunge a conclusione l'indagine in Liguria per reati ambientali e traffico internazionale di rifiuti
I #carabinieri del nucleo #Forestale di Borghetto Vara (La Spezia) dopo la segnalazione all'autorità giudiziaria di 27 persone per dieci diverse tipologie di reati ambientali legati al traffico illecito di rifiuti destinati anche alla Nigeria ((leggi qui https://poliversity.it/@Coop_internazionale_di_Polizia/115061133874493947)), hanno eseguito su richiesta della Procura la perquisizione dell'abitazione di uno degli indagati e di due aree nei Comuni di Sarzana e Castelnuovo Magra utilizzate per la demolizione illecita di veicoli, lo stoccaggio dei relativi componenti e il deposito di altri rifiuti.
Sono stati posti sotto sequestro circa 60 autovetture fuori uso, quattro autocarri e rifiuti depositati in modo incontrollato. L'esecuzione dei provvedimenti di perquisizione e sequestro aveva già permesso di acquisire elementi che avevano confermato la gestione illecita dei rifiuti con la corresponsabilità di alcuni cittadini residenti in Nigeria, nazione di destinazione dei rifiuti.
La Dda (Direzione Distrettuale Antimafia) di Genova ha assunto la direzione delle indagini relativamente all'ipotesi di reato principale di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e ha richiesto cinque misure cautelari nei confronti di altrettante persone, quattro cittadini stranieri e uno italiano. Il gip (Giudice delle Indagini Preliminari) ha accolto la richiesta ed emesso le misure cautelari.
I carabinieri hanno eseguito l'analisi dei dispositivi mobili posti sotto sequestro nel mese di febbraio scorso, che ha svelato un illecito sistema di fatturazione operato tra giugno 2020 sino ad almeno il marzo 2023 e per questo sono state denunciate 11 persone in concorso per dichiarazione fraudolenta mediante l'emissione di fatture per operazioni inesistenti inesistenti e e segnalate potenziali attività dità di riciclaggio.
Nei giorni scorsi è stato stato emesso e notificato dai carabinieri l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei quattordici indagati per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti di cui cinque già destinatari di misure cautelari. All'indagato cardine del procedimento sono attribuiti 27 capi di imputazione tra i quali attività organizzata per il traffico illecito, la gestione illecita di rifiuti, la combustione illecita di rifiuti e l'attività di demolizione non autorizzata.
Formazione equestre. Accordo tra Carabinieri e Polizia Federale Tedesca
Presso il Centro equestre di Martina Franca, il Reparto #Carabinieri Biodiversità provvede ad allevare ed addestrare i cavalli delle #Murge destinati a prestare servizio in tutti i reparti ippomontati dell’Arma, compreso il Reggimento Corazzieri.
Quale importante riconoscimento per questa razza equina italiana, è giunto recentemente l’interesse della Polizia Federale Tedesca,
che si è rivolta all’Arma dei Carabinieri manifestando la volontà di avviare un rapporto di collaborazione con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Martina Franca, nell’ambito della #formazioneequestre e delle tecniche di addestramento naturale dei cavalli, nonché all’acquisizione di un congruo numero di cavalli Murgesi da impiegare nei servizi di polizia in Germania.
Formazione equestre. Accordo tra Carabinieri e Polizia Federale Tedesca
Presso il Centro equestre di Martina Franca, il Reparto #Carabinieri Biodiversità provvede ad allevare ed addestrare i cavalli delle #Murge destinati a prestare servizio in tutti i reparti ippomontati dell’Arma, compreso il Reggimento Corazzieri.
Quale importante riconoscimento per questa razza equina italiana, è giunto recentemente l’interesse della Polizia Federale Tedesca,
che si è rivolta all’Arma dei Carabinieri manifestando la volontà di avviare un rapporto di collaborazione con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Martina Franca, nell’ambito della #formazioneequestre e delle tecniche di addestramento naturale dei cavalli, nonché all’acquisizione di un congruo numero di cavalli Murgesi da impiegare nei servizi di polizia in Germania.
Arrestati ad Ibiza dai carabinieri del ROS tre latitanti italiani, ricercati per traffico internazionale di stupefacenti
I #Carabinieri del #ROS unitamente a personale della Comisarìa General de
Informacion della Policia Nacional spagnola, a conclusione di un’articolata attività investigativa internazionale,
hanno localizzato e catturato ad Ibiza 3 latitanti italiani poiché colpiti da Mandato di Arresto
Europeo (#MAE) emesso dall’ufficio G.I.P. Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, per
associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo
mafioso.
Il provvedimento è stato disposto nell’ambito dell’indagine del ROS
denominata #ANEMONE per cui, lo scorso 8 luglio, sono stati arrestati 24 indagati tra l’Italia e
l’Albania.
I latitanti rintracciati e arrestati in Spagna sono gravemente indiziati di essere elementi di spicco di
un’organizzazione criminale di matrice ‘ndranghetista dedita al narcotraffico, con base a Roma ed
operante sul territorio nazionale ed estero, facente capo ad un 57 enne calabrese, arrestato lo scorso
8 luglio, già condannato poichè ritenuto elemento apicale della locale di ‘ndrangheta di Volpiano
(TO), promanazione criminale di quella di Platì (RC).
La cocaina veniva acquisita in Sud America ed importata, tramite container in alcuni porti della
Spagna, Olanda e a quello di Gioia Tauro (RC), anche sfruttando l’interazione con altri broker
calabresi, per poi giungere sul mercato romano dove veniva smerciata al dettaglio. A riprova della
pericolosità dell’organizzazione veniva anche contestato dalla Procura di Roma un episodio di
tortura nei confronti di uno spacciatore responsabile di non aver ottemperato al pagamento di un
“debito di droga”. Uno dei soggetti tratti in arresto, bloccato nel tentativo di darsi alla fuga, era
ricercato per un ulteriore provvedimento restrittivo emesso dall’Autorità Giudiziaria italiana per
traffico di stupefacenti, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.
Arrestati ad Ibiza dai carabinieri del ROS tre latitanti italiani, ricercati per traffico internazionale di stupefacenti
I #Carabinieri del #ROS unitamente a personale della Comisarìa General de
Informacion della Policia Nacional spagnola, a conclusione di un’articolata attività investigativa internazionale,
hanno localizzato e catturato ad Ibiza 3 latitanti italiani poiché colpiti da Mandato di Arresto
Europeo (#MAE) emesso dall’ufficio G.I.P. Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, per
associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo
mafioso.
Il provvedimento è stato disposto nell’ambito dell’indagine del ROS
denominata #ANEMONE per cui, lo scorso 8 luglio, sono stati arrestati 24 indagati tra l’Italia e
l’Albania.
I latitanti rintracciati e arrestati in Spagna sono gravemente indiziati di essere elementi di spicco di
un’organizzazione criminale di matrice ‘ndranghetista dedita al narcotraffico, con base a Roma ed
operante sul territorio nazionale ed estero, facente capo ad un 57 enne calabrese, arrestato lo scorso
8 luglio, già condannato poichè ritenuto elemento apicale della locale di ‘ndrangheta di Volpiano
(TO), promanazione criminale di quella di Platì (RC).
La cocaina veniva acquisita in Sud America ed importata, tramite container in alcuni porti della
Spagna, Olanda e a quello di Gioia Tauro (RC), anche sfruttando l’interazione con altri broker
calabresi, per poi giungere sul mercato romano dove veniva smerciata al dettaglio. A riprova della
pericolosità dell’organizzazione veniva anche contestato dalla Procura di Roma un episodio di
tortura nei confronti di uno spacciatore responsabile di non aver ottemperato al pagamento di un
“debito di droga”. Uno dei soggetti tratti in arresto, bloccato nel tentativo di darsi alla fuga, era
ricercato per un ulteriore provvedimento restrittivo emesso dall’Autorità Giudiziaria italiana per
traffico di stupefacenti, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.