"Eppure erano cyberpunk, e più di noi americani, a dirla tutta. Perfino dopo tutto questo tempo è difficile descrivere quanto quell’esperienza sia stata bizzarra e gratificante. Al posto dei fan che leggevano i miei romanzi, avevo incontrato questi cyberpunk milanesi che si comportavano direttamente come i personaggi di quei romanzi. Era come se io ne avessi predetto l’esistenza.
[...]
Non diedi nessun buon consiglio ai coraggiosi milanesi su come essere cyberpunk. Al contrario, dal momento che ero un agente ufficiale e autorizzato dell’imperialismo culturale americano, mi limitai perlopiù ad ascoltare cosa avevano loro da dirmi. Firmai un sacco di libri nello stabile che avevano occupato di fianco al negozio che riparava biciclette".
#BruceSterling, Introduzione a "Cyberpunk. Antologia assoluta", Milano, Mondadori