"Mi avventurai in Italia a spese dei contribuenti e visitare tante città nel corso del mio tour fu piacevole e istruttivo, a eccezione di Milano, che fu un’esperienza unica. Qui c’erano cyberpunk che non erano mai stati appassionati di fantascienza. I cyberpunk di Milano non apprezzavano granché neppure la fantascienza italiana. Erano piuttosto autentici punk ma con i computer, anarchici cibernetici provenienti dalla scena dei centri sociali della città. Erano legati a una delle vecchie librerie beat di Milano, la Calusca, e avevano fondato una casa editrice propria, la Shake Underground. Ma non erano neppure scrittori e basta: erano un gruppo underground europeo e urbano che si occupava di controcultura"
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#BruceSterling, Introduzione a "Cyberpunk. Antologia assoluta", Milano, Mondadori