Riflessioni tossiche sul Fediverso.
Decima puntata.
Oggi ho una Riflessione Tossica che è quasi un comunicato.
La pluralità delle voci è la nostra ricchezza più grande: ascoltare un punto di vista distante dal proprio, mettersi in discussione e dibattere sono gli ingredienti per crescere, come individui e come collettività.
Per questa ragione, da parte mia, qui come in Umoja, ci sarà sempre la massima disponibilità a tutelare e valorizzare chiunque scelga di esprimere la propria opinione. Non importa quanto una posizione sia critica o anticonformista: se viene portata avanti con garbo, rispetto e disponibilità all'ascolto, troverà in me una porta aperta e uno scudo protettivo.
Tuttavia l'apertura non può trasformarsi nella tolleranza dell'intolleranza. Quando il dibattito scivola nell'aggressività e nel disprezzo dell'altro, il principio stesso del confronto viene distrutto. Per questo ho deciso di fare una scelta precisa: avversare attivamente chi si dimostra intollerante. Non si tratta di censurare la divergenza d'idee, ma di proteggere lo spazio che la rende possibile.
In Poliversity come in Umoja continuerò a coltivare un terreno fertile per il dibattito vivace e appassionato, ma rigorosamente al riparo da quella tossicità che sono stato accusato e che ho finto scherzosamente di portare. Chi porta garbo e sostanza troverà sempre dialogo; chi sceglie l'intolleranza troverà una fermezza incrollabile.
Salvaguardare la qualità del Fediverso è una responsabilità che va condivisa. Continuiamo a confrontarci con coraggio e rispetto.
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Come sempre concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: #riflessionitossiche, #Fediverso, #intolleranza, #rispetto.
Arrivederci alla prossima Riflessione Tossica.