Io sono anche d'accordo sul fatto che le grandi piattaforme di social media (non network) abbiano al loro interno una quantità enorme di contenuti dannosi. Il problema è che i primi a proteggere i minori, non dovrebbero essere i gestori di queste piattaforme ma chi, questi minori, li ha messi al mondo, adottati, se ne prende cura, ecc.
L'educazione digitale dovrebbe partire da casa e da scuola.
TikTok non protegge i minori: indagine nel Regno Unito https://www.punto-informatico.it/tiktok-non-protegge-minori-indagine-regno-unito/
@elettrona
i contenuti sono una parte del problema.
c'è un prodotto/servizio studiato per creare dipendenza (è dimostrato, ci sono documenti interni dei vari meta & co che lo confermano) ma lo spacciatore viene accusato di tagliare male le dosi e le conseguenze sui minori non sono colpa sua.
posizione originale.
i genitori *devono* vigilare, ma questa manleva illimitata a favore dei social ha veramente rotto i cabasisi: sono spacciatori e dovrebbero renderne conto.
@pgo @elettrona condivido il tuo pensiero @pgo , tuttavia, da genitore molto attento a questi temi, posso testimoniare che il ruolo dei genitori è sopravvalutato: un genitore riesce ad insegnare qualcosa fino alla fine dell'infanzia (più o meno), dopo la capacità di contenere ed indirizzare i figli adolescenti si riduce drasticamente. Qualcosina forse può farla ancora la scuola, per il resto il massimo che si possa fare, è solo vigilare e sperare che i nostri figli abbiano amicizie appropriate
@alex_kappa2 @pgo Il problema è capire chi siano, le cattive compagnie. Perché per un genitore osservante religioso, qualunque religione sia, potrebbe essere problematico se i figli (e soprattutto le figlie) abbiano contatti fisici o digitali con persone di religione diversa o di nessuna religione. Per un vannacciano potrebbe essere problematica l'esposizione a contenuti progressisti (e viceversa) uno potrebbe dire -giustamente- che i vari circuiti dei "baby influencer" o adolescenti onlyfans, siano una gestione malsana del denaro; però mettersi il figlio minorenne a lavorare a nero nella propria bellissima azienda agricola super biologica per ottimizzare i costi, magari quello è uno sfruttamento che va bene...
@pgo Appunto. Questa è proprio la struttura fatta così per tenerti incollato. Io infatti quando parlo di educazione digitale, intendo l'eventualità (auspicabile) che ai ragazzini prim di spiegare "fake news" e supercazzole gli vengano spiegati i pericoli di social media e giochi on line. Pensare solo agli adescamenti, è abbastanza miope.
@elettrona proprio oggi ho letto questo articolo interessante sul Guardian. Fa notare che per le piattaforme più sicure per minori (e non solo), la cosa più “sensata” sarebbe bandire non ragazzini e ragazzine, ma i maschi adulti, che sono statisticamente responsabili della maggior parte degli adescamenti, pedopornografia, revenge porn, e disinformazione. https://www.theguardian.com/society/2026/jul/16/psychologist-candice-odgers-kids-tech-mental-health-social-media-bans
@Ann_in_a @elettrona Not all men but always a man, insomma.