E niente, visto che si parlava in questi giorni di poesia e di Torinesi che dicono minchia volevo trascrivere qui qualcuna di quelle poesie di Domenico Tempio per le quali è stato sostanzialmente rimosso dalla critica in quanto “poeta pornografico”, ma sono sostanzialmente introvabili in digitale e la mia copia (ovvero quella che comprò mio nonno materno) è chissà dove, quindi niente.
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