@nagaye @simonperry Poi guarda, c'è una grossa problematica di comunicazione. Piattaforme o no, dobbiamo metterci nei panni delle persone sempre meno competenti in informatica, di conseguenza come fai a spiegare il fediverso o la decentralizzazione delle chat senza esprimere il concetto di federazione, come fai a fargli capire perché è importante? Col loro linguaggio? Non c'è, il modo, e il famoso video coi pianeti dei cagnolini e i gattini, non sempre funziona. Perché poi vedono che c'è da sbattersi per cercare l'istanza, o il relay server in questo caso, ammesso poi che riescano a capire cosa significano tali termini.
Io lo dico sempre, nell'altro settore di cui mi occupo, lotta allo stigma HIV: ci sono dei concetti fondamentali per la vita di TUTTI, che possono influire sulla tranquillità di TUTTI, però sono difficilmente comunicabili alla massa e, soprattutto, la massa non è tenuta a conoscere le basi della virologia per flirtare con uno.
Dico sempre che "U=U" è una sigletta facile da memorizzare. "undetectable untransmittable, non rilevabile non trasmissibile" ma per poter far entrare in testa il concetto, devi spiegare cos'è la carica virale, come funzionano le terapie, dire "se un positivo prende le medicine non ti trasmette il virus" non basta.
Invece il concetto che usavano negli anni 80 malgrado portasse più stigma che altro, "se lo conosci lo eviti" era molto più fuorviante, ma più comunicabile. Perché "lo conosci" inteso come "sai come si trasmette / come proteggerti" poi è diventato inevitabilmente un "se sai che uno ce l'ha gli stai alla larga" e toccando con immagini, slogan e musica le paure primordiali delle persone, hanno costruito uno stigma più pericoloso del virus.
I social si sono comportati allo stesso modo, giocando sui bisogni primordiali di connessione. Per citare @_elena - "hanno promesso connessione, ci hanno dato dipendenza e sorveglianza". Ma il "trova i tuoi amici di infanzia" è stato un trappolone che ha fregato anche me, che di solito sono scettica sulle piattaforme di "incontro".