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acque agitate
acque agitate
@acqueagitate.com@acqueagitate.com  ·  activity timestamp 6 years ago

Rock, storytelling e musealizzazione. Un’invettiva

Stamattina, mentre ero al bar e mi apprestavo ad addentare un fantastico cornetto, la radio (indovinate voi quale) mi ha vomitato addosso una perla di rara intelligenza e perspicacia concernente l’annoso e noioso problema della vecchiaia, della morte per asfissia o dell’attualità del rock: «c’è bisogno di un nuovo storytelling sul rock». Crrristo. Un istinto primario e ancestrale mi spingeva a mannaggiare e smadonnare con violenza lì sul posto, ma con qualche sforzo, concentrandomi intensamente sul caffettino caldo e sul fiume di marmellata che usciva dalla pasta, sono riuscito a contenerlo. Poi in macchina, con i Minor Threat che procedevano a mille e io per fortuna un po’ più lento, ci ho ragionato su e sono arrivato alla seguente conclusione, cara innominata radio speaker dei miei santissimi zebedei.

Mi rivolgo direttamente a te, anche se so che non mi ascolterai (come io non ascolto te, del resto). Credo, molto umilmente, che per provare a rendere attuale il rock (ci metterei anche il roll altrimenti, già di sé, è roba senza scorza) e interessare qualcuno che abbia meno di, boh, venticinque anni, dovreste innanzitutto lasciar perdere questa cosa dello storytelling che, non so proprio come dirtelo, è veramente una stronzata, e magari potreste iniziare dal seguire alcune sane e semplici regolette di base.

Smettere di mandare musica di merda è un inizio: può aiutare, senza dubbio. Poi, per esempio, potreste mettere in programmazione qualcosa di veramente contemporaneo. Non puoi uscirtene estasiata con «i Black Keys, cioè il futuro del rock’n’roll», non puoi proprio farlo, giuro: primo, perché i Black Keys hanno da poco pubblicato il loro nono album, non sono esattamente una band di primo pelo e ben che vada possono rappresentare il futuro di… lasciamo perdere; secondo, perché a voler essere buoni, non fanno un album decente dal 2011 e infatti – INFATTI! – la canzone che abbiamo appena finito di ascoltare è del 2011, cioè di nove anni fa. [C’è un numero nove che ritorna qui, vorrà dire qualcosa?] Un’altra cosa che dovreste smettere di fare è incaponirvi sulle stesse due-tre canzoni: vi garantisco che i Led Zeppelin hanno scritto altre cose, alcune anche niente male, oltre a Whole Lotta Love e Stairway to Heaven. Non sia mai che qualcuno ascoltandovi scopra qualcosa di «nuovo» eh. Ma ancora di più, cosa molto più importante e direi finanche vitale, credo che dovreste smettere di menarla con la tradizione, di musealizzare ogni singola cosa anche la più insignificante (sì, i Kings of Leon che hai mandato qualche traccia dopo aver detto ‘sta cazzata sullo storytelling sono insignificanti: stacce. Lenny Kravitz è merda, ok?), mettendo tutto sotto il pesante e poco attraente ombrello di «storia del ruuuock»*. Perché, sai?, così facendo, è normale che i giovani ti schifino e se ne vadano di corsa in braccio alla trap (merda): chi cazzo ha voglia a sedici anni, a diciotto, a venti, di ascoltarsi roba che potrebbe star bene in un fottuto museo. No?

Ecco, credo sia tutto. Ora ti saluto.

Con immutato rancore e disprezzo,
il mai tuo leodurruti

Colonna sonora dell’invettiva:

* ho volutamente sorvolato sulla retorica da rocker maschio (bianco) e ribelle perché non ha senso scomodare in questa sede il santo creatore, tutta la sua famiglia allargata e la marmaglia dei santissimi suoi accoliti

#invettive #musealizzazione #radio #rock

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Matteꙮ Italia
Matteꙮ Italia
@cvtsi2sd@hachyderm.io replied  ·  activity timestamp 2 weeks ago

@acqueagitate.com tutte le volte che mi capita di sentire Virgin Radio mi viene in mente questa striscia* da un lato e lo stadio di totale riduzione di ogni fenomeno culturale ad una estetica riproposta in chiave commerciale, poi penso a Fisher e mi deprimo.

* peraltro nella traduzione italiana nella prima vignetta manca una delle negazioni, perdendo completamente il senso della battuta

Calvin & Hobbes comic strip; Calvin is listening to the radio

You're listening to "Boomer 102" CLASSIC rock — where we promise not to expose you to anything you haven't heard a million tines before!
We'll get right back to more hits from those high school days when your world stopped... But first, here's our critic to review the latest movie based on a '60s or '70s TV show!

Calvin glances at his dad pityfully, he says "What's *that* look supposed to mean?"
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Marco :nonuke:
Marco :nonuke:
@Batarea@sociale.network replied  ·  activity timestamp 2 weeks ago

@acqueagitate.com
Mi pare sia dal finire degli anni 90-primi 2000 che i mass media fanno solo da megafono per MDM (talent e/o trap e/o revival).
Anche loro seguono il trend dell'industria musicale, che si fonda sul principio del "rischio zero".
Insomma, dai, chi ha voglia di pubblicare e/o trasmettere roba senza autotune?! Dai!
😁

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Leo
Leo
@leodurruti@puntarella.party replied  ·  activity timestamp 2 weeks ago

@Batarea @acqueagitate.com

ti rispondo da qui perché il tuo commento non è arrivato su wordpress: https://puntarella.party/@leodurruti/115847635769530118

È tutto vero. Il problema è che gli ascoltatori che acquistano di più (per abitudine, per disponibilità finanziaria) sono adulti e anziani e quindi il target dell'industria discografica si è spostato decisamente su quella fascia di età. E probabilmente il target di Virgin Radio (era quella la radio) è lo stesso, essendo parte dell'industria discografica. A lungo andare però la situazione si incancrenisce sempre di più.

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Leonardo
Leonardo
@leonardo@mastodon.bida.im replied  ·  activity timestamp 2 weeks ago

@leodurruti il fallimento italiano e' stato pensare che la radiofonia dovesse restare appannaggio di una generazione che ormai e' ultrasessantenne e sceglie musica per ipotetici ultraquarantenni incapaci all'ascolto.

@Batarea @acqueagitate.com

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Marco :nonuke:
Marco :nonuke:
@Batarea@sociale.network replied  ·  activity timestamp 2 weeks ago

@leodurruti
Verissimo!
Lo scrive da parecchio anche Lucio Cadeddu su TNT audio: la tristezza degli show hifi dove gira o musica barocca o the dark side of the moon.
Per sempre e da sempre (tipo Hoverlook Hotel, che ci sta anche visto che le fiere audiofile si fanno negli hotel di lusso!)
@acqueagitate.com

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