Alcuni mesi fa sono stato invitato Miroljub Dugic (Institute of Physics, University of Kragujevac, Serbia) a prendere parte a un sondaggio sul futuro della meccanica quantistica. Di seguito riporto le domande insieme alle mie risposte. Il lavoro completo può essere scaricato da questo link
Ritieni che il problema della misura quantistica valga la pena di essere affrontato?
Davvero non ho idea di se o come il problema della misura quantistica possa essere risolto. La teoria quantistica in sé non ha nulla da dire riguardo a una possibile soluzione, quindi, se devo sceglierne una, direi che qualsiasi risoluzione "vera" del problema della misura, ammesso che esista, dovrebbe provenire da una nuova fisica per la quale al momento non abbiamo né indizi né, in un certo senso, alcuna necessità pratica. Il problema sembra dirci più sui limiti delle nostre "narrazioni" che sui limiti del formalismo stesso.
Quali direzioni di ricerca ritieni più rilevanti nella teoria e nelle applicazioni?
Ritengo che dovremmo spingere in modo più deciso verso una prospettiva dipendente dall’osservatore, non solo nella teoria quantistica ma nella scienza nel suo complesso, inclusa la cosmologia. Questa idea non è nuova; è antica quanto la scienza stessa. Di tanto in tanto riemerge e, quando lo fa, getta nuova luce sulla fisica, ma viene rapidamente di nuovo oscurata da questa potente illusione che chiamiamo "realtà oggettiva". Mi aspetto (auguro?) che diventino sempre più prominenti le direzioni di ricerca che pongano al centro ciò che un osservatore può inferire e apprendere, e come tali inferenze siano rese possibili o, al contrario, limitate dalla teoria fisica. Un simile approccio potrebbe guidare sia gli sviluppi teorici sia le tecnologie quantistiche.
Che cosa ti aspetteresti da una futura teoria post-quantistica?
Se una futura teoria post-quantum dovesse mai emergere, per meritare questo nome dovrebbe discostarsi dalla teoria quantistica almeno quanto la teoria quantistica si è discostata dalla fisica classica. Vale la pena ricordare che l’inadeguatezza della teoria classica fu resa evidente da esperimenti relativamente semplici e a bassa energia alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo. Al contrario, e questo è un punto metodologico importante, attualmente non disponiamo di situazioni dimostrate sperimentalmente in cui la teoria quantistica risulti inadeguata. Le questioni aperte che abbiamo sono di natura concettuale o teorica piuttosto che empirica. I regimi in cui la teoria quantistica potrebbe concepibilmente fallire si collocano a scale estreme non ancora accessibili all’esperimento (big-bang, buchi neri, etc). In assenza di indizi empirici concreti, immaginare una teoria davvero nuova diventa estremamente difficile. In questo senso, parlare oggi di una teoria post-quantistica mi pare pericolosamente vicino a una "filosofia da poltrona", svincolata da quegli appigli sperimentali che storicamente hanno guidato tutte le autentiche rivoluzioni teoriche.
Tradotto da #quantumquia
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