«L’idea che la libertà non vada letta come conquista del potere, ma come capacità di non lasciarsi ridurre alla sua logica di blocco, nel mondo multipolare e centrifugo di oggi, dominato da nuovi imperi, propaganda e algoritmi, ha implicazioni dirompenti. La realtà è un processo storico, non una scacchiera di Risiko.
«I regimi autoritari solitamente crollano perché logorano le narrazioni che un tempo sostenevano la loro legittimità, accumulando opposizione più in fretta di quanto riescano ad ammansirla o contenerla. Il regime degli ayatollah sta percorrendo velocemente questa strada. Dobbiamo agli studenti iraniani molto di più che giudizi sprezzanti formulati da lontano».
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