Come da copione, usando l’AI senza dare un centesimo alle big tech che la vendono e senza consumare più energia di una sessione di PlayStation, arriva il moralista di turno a chiedermi pentimento per la mia maxima culpa. Rilevo due cose: 1) il moralismo e la comunicazione basata sul senso di colpa sono strategie fallimentari già dismesse da clero e vegetariani. 2) lasciare campo libero alle big tech significa far decidere a loro i parti di fantasia legittimi e quelli proibiti, come in figura.
@gubi 3) illudersi di poter dare noia alle big tech giocando con i loro giocattoli è quantomeno puerile
@grabbi_it ci vuole ben altro che i miei giochi grafici (relativi a tutt’altre questioni) per costruire alternative alle big tech, ma il moralismo luddista non aiuta, anzi, fa un favore alle big tech dichiarando impossibili le alternative senza nemmeno provarci.
@gubi i luddisti in origine erano un nobile movimento screditato dai padroni, non lo trovo offensivo. Il moralismo poi, te l’ho già detto, è uno strumento che tu per primo utilizzi verso tutti quelli che hanno una morale diversa dalla tua (giustamente o meno) per cui non venire a dirlo a me. Tutto quello che diciamo ad altri può essere ridotto a moralismo, il discrimine sono i valori di cui si basa quel moralismo in particolare; nel caso dell’opposizione agli LLM (o al loro utilizzo a-B-norme) ha solide basi scientifiche che ti ho già linkato.
@grabbi_it la morale privata e l’etica politica sono due cose diverse, rispetto il diritto alla blasfemia come corollario della libera espressione del pensiero ma se un bestemmiatore chiede voti ai cattolici si aprono serie questioni questioni etiche. Fa paura il moralismo che crede di poter applicare una morale assoluta e valida per tutti, annullando la coscienza individuale e strumentalizzando dati scientifici pubblici per obbligare la gente a determinati comportamenti privati.