@silvanomarioni @tecnologia Mia testimonianza su "una volta dentro, non ti fa staccare".
Io non sono una che dà confidenze ai bot, proprio no. L'anno scorso, in un periodo di malessere, mi sono buttata sul mio hobby principale. Scrivere storie. Nel blog pubblico? No. Stavo talmente male che mi è scesa l'autostima allora ho iniziato a scrivere brevi prompt per le storie, facendogliele fare al LLM.
Risultato? Dopo un tot, quando io la storia l'avevo finita, lui girava, faceva colpi di scena improbabili, cioè tipo una volta che i due personaggi principali avevano trovato l'equilibrio, no. Il bot si inventava qualcosa che usciva da sotto terra (nel vero senso della parola) per indurre a continuare.
Mi è servito però. Mi è servito per comprendere le vere funzionalità dei bot, i loro punti di forza e debolezza. Umanizzarli mai, però è lo stesso identico concetto presente nei giochi on line. Quelli che ti mettono i nemici a caso, i bottini (non nel senso di piccoli bot!) da portarti a casa tra monete virtuali e favori che poi costano soldi veri... Per la mia neuroscienza studiata all'università del divano, credo si tratti di dopamina. Certo mentre cazzeggiavo col bot, non mangiavo cibodemmerda. Ma ho perso diverso tempo per niente.